Gianluca Guidi parla del Dominguez Rugby Camp

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Lunedì presso il Geovillage Sport & Wellness Resort di Olbia prenderà il via il secondo 'Diego Dominguez Rugby Camp'. Cento ragazzi nati negli anni 1993, 1994, 1995 e 1996 scenderanno in campo con Diego Dominguez, saranno ripresi quotidianamente dalle telecamere di SKY (che trasmetterà tutte le immagini del Camp attraverso servizi dedicati) e seguiti da uno staff tecnico di prim'ordine. 

 

Nello staff tecnico ci sarà anche l'allenatore dell'Italia Under20 Gianluca Guidi, reduce dalla coppa del mondo di categoria in Galles e futura guida dell'Italia A. 

Ciao Gianluca, per il secondo anno farai parte dello staff tecnico del Diego Dominguez Rugby Camp. Cosa si dovranno aspettare i cento ragazzi che vi prenderanno parte? «Sicuramente con questi ragazzi ripercorreremo il percorso dello scorso anno, una settimana assieme di divertimento, in cui far conoscere il rugby e lo sport in generale e affinare la tecnica individuale. Il tutto in una cornice bellissima per il rugby e soprattutto per i ragazzi, che imparano a stare assieme e fanno anche altri sport. Una forma che ritengo giusta e indovinata, un importante momento di apprendimento all'interno di un aspetto ludico. E poi possono incontrare i grandi campioni di questo sport, vivere a contatto con loro, interloquire e vedere quanto sono semplici e disponibili»

Quindi un'esperienza positiva e da ripetere? «Si. E' un esperimento che ha dato buoni frutti, che accomuna il ragazzino che non ha mai giocato a quello che ha giocato, in un percorso di conoscenza del rugby importantissimo, con allenatori di primissimo livello e  grandi giocatori. Una bellissima esperienza di sport e di vita comune, vissuta con uno spirito bellissimo. I ragazzi tra loro creano amicizia e lavorando con loro ne esco accresciuto ogni volta anche io, per la voglia di fare e l'entusiasmo che trasmettono»

Ma tra loro ci sarà anche ci potrà un giorno giocare in Nazionale?« I dati dello scorso anno sono la risposta migliore: degli under quattordici più di dieci ragazzi sono entrati nei quadri nazionali e regionali, quelli che si sono distinti per qualità fisiche e tecniche. Non tutti saranno in grado di emergere, ma il Camp è un momento importante anche per la Federazione, per poter vedere i ragazzi all'opera. Qui qualche ragazzo ha davvero la possibilità di mettere in luce le sue qualità».

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