Eddy Ottoz confermato nella Giunta del "Coni" per la terza volta insieme a Gianni Petrucci, ancora presidente
Scritto da redazione sportvda.it Giovedì 07 Maggio 2009 10:00
Eddy Ottoz, presidente della "Fidal" della Valle d'Aosta, ex consigliere regionale e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 è stato riconfermato, per la terza volta, mercoledì 6 maggio, nella Giunta del "Coni - Comitato olimpico nazionale italiano", così come il presidente uscente, Gianni Petrucci che al primo turno ha subito ottenuto il quorum necessario, superando agevolmente l'altro candidato, Franco Chimenti, che si appresta così ad affrontare, per la quarta volta, un nuovo quadriennio olimpico.
Ottoz, che è stato eletto in qualità di rappresentante dei tecnici, ha ottenuto 54 preferenze, battendo Andrea Cipressa della "Federscherma", che ha raccolto 17 voti, e Cosimo D'Ambrosio della "Federnuoto" con sole quattro preferenze: «in questi quattro anni, spiccano l'appuntamento di "Vancouver 2010" e di "Londra 2012", sui quali tutto il settore della preparazione olimpica e le federazioni debbono concentrare il massimo sforzo - evidenzia Ottoz, raccontando gli obiettivi della rinnovata Giunta del "Coni" - gli altri tre obiettivi, come indicato dal presidente Petrucci, rimangono la stabilizzazione e garanzia delle risorse finanziarie del "Coni" nel rispetto dell'autonomia dello sport, la prosecuzione e il rafforzamento della lotta al doping e l'ormai annoso problema dello sport nella scuola».
«Nei due quadrienni precedenti - ricorda l'ex ostacolista olimpico - sotto la regia di Gianni Petrucci è stata realizzata la riforma del "Coni" e superata l'impasse finanziaria provocata dalla caduta verticale del gettito del "Totocalcio": i dipendenti si sono più che dimezzati, da 3.300 a meno di 1.600, e senza un'ora di sciopero, il "Coni" non ha più debiti, che erano circa mille miliardi, i finanziamenti alle federazioni sono tornati ai livelli prima del 2001, con nuovi criteri di ripartizione, oggi più legati ai risultati e l'Ente può contare su un finanziamento garantito e non più legato all'andamento del "Totocalcio". E tutto ciò nel pieno riconoscimento dell'autonomia dello sport, come testimoniano le vicende che hanno accompagnato questa tornata elettorale "Coni", nella quale va dato atto al Governo di avere operato proprio nel senso del rispetto dell'autonomia dello sport, come evidenziato dal ritiro della candidatura di Paolo Barelli».
Il presidente della "Federnuoto", che è anche senatore del Popolo della Libertà, aveva infatti ritirato la propria candidatura il 28 aprile scorso: «tre candidature sarebbero state troppe, c'era il rischio di una grossa lacerazione» aveva dichiarato. La nuova Giunta del "Coni", oltre ad Ottoz e Petrucci vede la presenza di Giancarlo Abete, presidente della "Federcalcio", Riccardo Agabio ("Federginnastica"), Franco Arese ("Federatletica"), Renato Di Rocco ("Federciclismo"), Carlo Magri ("Federvolley"), Giovanni Malagò, presidente del comitato organizzatore dei "Mondiali di nuoto 2009" di Roma, Manuela Di Centa, membro del "Cio", Antonio Rossi e Giovanna Trillini, rappresentanti degli atleti: «ci sono tempi e stagioni per ogni cosa - aggiunge Eddy Ottoz, spiegando le differenza tra l'attività e la politica sportiva - quando ero atleta non facevo certo politica sportiva ed oggi non faccio certo l'atleta. Non va poi confusa la politica dello sport con lo sport della politica. La politica è una costante della società, certo, ma lo sport è trasversale e, purtroppo per la politica, meritocratico. Non si ha notizia di una gara olimpica vinta grazie ad una tessera, anche se ogni tanto qualche politico si distrae e cerca maldestramente di far promuovere in nazionale atleti di casa. Non funziona e non deve funzionare così».
Differente è però il ruolo di Eddy Ottoz, rispetto a quello di Dante Berthod, altro valdostano consigliere della "Fisi - Federazione italiana sport invernali" che non riesce a portare in Valle d'Aosta una gara di Coppa del Mondo di sci alpino: «non credo che per Dante Berthod le cose in "Fisi" siano facili - prosegue Ottoz - in Valle ci si ostina a non voler comprendere anche le ragioni degli altri, in particolare il fatto che le federazioni nazionali si muovono per logiche e livelli diversi, i regolamenti internazionali pure e che la presenza del Monte Bianco e del Cervino sono un dono del cielo, ma non danno di per sé diritti acquisiti, né esimono dal dover capire come va il mondo».
«"C'est l'argent qui fait la guerre, l'autonomie ne peut en remplacer le rôle" - conclude Ottoz - Sarò lieto, come lo sono stato sin qui, di agevolare e promuovere lo sport in Valle d'Aosta, se i decisori politici regionali mi faranno partecipe dei loro progetti sportivi, soprattutto di quelli relativi alla richiesta di portare qui grandi eventi. Non ho peraltro ricevuto alcuna richiesta o proposta in merito. Non vorrei però che fosse frainteso il ruolo dei valdostani che siedono ai vertici di organismi nazionali, dove devono operare soprattutto nell'interesse generale. Troppi ragionano secondo la famosa battuta di Totò: "A proposito di politica: ci sarebbe qualcosina da mangiare?"».
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