Bonnin conquista il Forte di Bard nell'ultima tappa del Petit Tour in Valle d'Aosta. Dietro Ignatenko blinda la sua leadership

ciclismo e mtb

altNon c’era posto migliore del Forte di Bard per incoronare l’ennesimo eroe della 47° edizione del Giro della Valle d’Aosta. Thomas Bonnin, già terzo nel tappone di Morgex al termine di un’incredibile fuga, ha tagliato il traguardo della piazzetta medievale a braccia alzate dopo 112 chilometri di fuga. Con lui per diversi chilometri il compagno di squadra Edet, ha confermato ancora una volta la forza della nazionale francese, al primo successo di quest’edizione, ma molto agguerrita per il week end oltralpe.

 Alle sue spalle il leader Ignatenko non si è limitato a rispondere agli attacchi portati dai rivali, ma ha addirittura staccato tutti sul Col d’Arlaz, tranne un sempre più convincente Francesco Bongiorno del team “Futura”, anche se poi nella discesa seguente si sono riportati sotto altri atleti, tra cui il quarto della generale Fabio Aru della “Palazzago”. Per quanto riguarda l’arrivo di tappa sono stai il lituano Kovaliovas della “VC La Pomme” ed il belga De Clerq della “Davo Lotto” a conquistare rispettivamente il secondo ed il quarto gradino del podio.
I primi chilometri della tappa sono stati piuttosto tranquilli, soprattutto in virtù dello sforzo profuso in testa al gruppo per tutta la tappa dal team “Itera Katusha”, ancora una volta dominante. Intorno al venticinquesimo chilometro è partito un folto drappello superiore alle venti unità , ovviamente tirato dal solito e instancabile Mattia Pozzo della “Viris”. La situazione è rimasta stabile fino alle prime rampe del Col d’Introd, laddove dal gruppetto di testa hanno accelerato prepotentemente cinque corridori tra cui i due transalpini Edet e Bonnin. I leader hanno guadagnato molto terreno sul gruppo, che nel frattempo ha ripreso gli altri fuggitivi, giungendo con un vantaggio di oltre due minuti ai piedi della lunga ma continua salita verso Saint-Barthelemy. A metà dell’ascesa il duo francese ha accelerato fortemente staccando immediatamente i tre compagni di fuga e continuando nell’azione fin sulle prime rampe del terzo ed ultimo GPM di giornata, il temibile Col d’Arlaz, quando Edet ha via via perso le ruote del compagno, che, con un vantaggio sugli inseguitori di oltre due minuti e mezzo si è potuto presentare in solitaria, prima nella discesa verso Chatillon e poi ai piedi dell’ultimo strappo di Bard per godersi il bagno di folla che lo attendeva in cima. Nel gruppo dei favoriti, il Col d’Arlaz non ha fatto che confermare i valori in campo, infatti all’azione del leader Ignatenko ha saputo rispondere il solo Buongiorno, anche se poi nei chilometri di discesa sono rientrati in molti, come Aru, limitando i danni nei confronti della maglia gialla, che ha comunque guadagnato qualche secondo sui rivali.
Giunti a questo punto sembra difficile che il ventitreenne siberiano si lasci sfuggire la vittoria finale del Petit Tour, avendo dimostrato in ogni tappa la sua superiorità in salita. Alle sue spalle Monsalve limita le perdite in dieci secondi, anche se vede avvicinarsi Aru, il quale dopo essere salito sul podio virtuale potrebbe puntare alla maglia di miglior giovane, ora sulla spalle del venezuelano. Bongiorno, grazie all’ottima prestazione odierna ha guadagnato la quarta piazza, mentre chi esce dalla top ten è il russo Novikov, che dopo aver tirato il gruppo per molti chilometri si è lasciato sfilare. Nelle categorie speciali la tappa più lunga del Giro non ha portato variazioni, con Gazzara della “Trevigiani” sempre leader tra gli scalatori, Ignatenko primo nella graduatoria a punti e Pozzo ormai certo della maglia bianco-rossa degli Sprint Cash. Domani la carovana del Petit Tour si trasferisce in Haute-Savoie, dove si disputerà la frazione Marignier-Ville-la-Grand, ultima vera possibilità di far saltare il banco per chi dovesse riuscire a trovare le forze per scattare sui tre colli previsti.

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