Il russo Mamleev domina la decima "Becca di Nona skyrace". Tra le donne doppietta di Corinne Favre
Scritto da Lucien Grimod Domenica 04 Settembre 2011 18:00
La decima edizione della "Becca di Nona skyrace" è stata più forte anche delle avverse condizioni meteo. Fin dalle prime rampe i 217 atleti hanno affrontato una gara caratterizzata da pioggia battente e nebbia, con il trionfo finale de russo Mikhail Mamleev tra gli uomini, mentre tra le donne ha tagliato il traguardo di Plan Félinaz per prima la francese Corinne Favre.
Percorso ridotto per quest'edizione, con gli atleti chiamati a percorrere ventitré chilometri di tracciato per 1.745 metri di dislivello positivo, con il "Gran Premio della Montagna" posto ai 2.325 metri del Lago Chamolé anziché ai 3.142 metri della Becca di Nona.
La partenza alle ore nove in punto di domenica 4 settembre dalla centralissima piazza Chanoux di Aosta, con il ristretto gruppo dei favoriti per il successo finale che ha subito preso la testa della corsa. Le prime rampe di gara, poste immediatamente sotto l'abitato di Charvensod, sono state prese letteralmente di petto da Mamleev, russo con passaporto italiano, già campione tricolore di skyrunning per l'anno in corso e capace di mettere alla frusta il messicano Ricardo Mejia, ritornato ad Aosta per festeggiare il decennale della competizione tanto cara al suo rivale storico Bruno Brunod.
Il passaggio al Col Plan de Fenêtre non ha fatto che confermare il dominio di Mamleev, secondo assoluto, alle spalle di Damiano Lenzi, impegnato però nella "sola salita", con Mejia staccato di due minuti e il grande discesista Paolo Bert a poco meno di sei. Posizioni di vertice rimaste invariate anche al "Gran Premio della Montagna", con Mamleev a condurre con margine su Mejia, Bert e il vincitore transalpino della "sola salita" nel 2010, Jérôme Bosch.
Per Mamleev arrivo in solitaria all'area sportiva di Plan Félinaz dopo 2h22'06" di fatica, mentre alle sue spalle lo splendido falco piemontese Bert, in ritardo di quasi cinque minuti, Mejia, giunto nel paese alle porte di Aosta trenta secondi dopo e Bosch, con oltre sei minuti di distacco a chiudere il podio.
In campo femminile immediatamente competitiva la transalpina Corinne Favre, già vincitrice qui nel 2005, con le favorite della vigilia, la campionessa uscente Emanuela Brizio e le compagne della "Valetudo" Raffaella Miravalle e Cecilia Mora, parse sin da subito in leggera difficoltà.
Transito in testa allo scollinamento del Lago Chamolé per la Favre, che evidentemente ha patito meno delle sue avversarie le brutte condizioni meteo, con Miravalle attardata di 1'30" e Mora a 4'40". Corinne Favre ha poi concluso la gara in solitudine con il tempo di 2h52'01". Alle sue spalle bella rimonta della Miravalle, che ha chiuso a 49 secondi dalla vincitrice, mentre ben più distaccata è giunta al traguardo la Mora.
Per quanto riguarda la settima edizione della "sola salita" dopo lo start delle ore 9 di piazza Chanoux, subito brillante l'azione dell'azzurro di scialpinismo Damiano Lenzi, postosi quasi immediatamente al comando davanti al tandem composto dall'altro alpino del "Centro sportivo Esercito" di Courmayeur, Daniel Yeuilla, e dal fenomeno svizzero Emmanuel Vaudan, recordman del "Vertical Km" di Fully.
Lenzi è transitato in testa a tutti i punti di controllo. In cima al Lago Chamolé, ai 2.325 metri di quota, a spuntare solitario nella nebbia è stato proprio lui, che si è aggiudicato la settima edizione della "sola salita" in 1h35'31", con alle sue spalle Emmanuel Vaudan, a 2'56" e Daniel Yeuilla, a 4'47".
Tra le donne vittoria al fotofinish della canavesana Nicole Peretti in 2h01'01" sull'eterna piazzata di questa corsa, la valdostana Enrica Perico, staccata di soli diciassette secondi, e sulla biellese Marcella Belletti, con oltre i sette minuti di ritardo.
Queste le parole al traguardo di un felicissimo Mikhail Mamleev: «vincere oggi, nel decennale della "Becca di Nona skyrace" e nel giorno del mio compleanno, è stato veramente un sogno. Mi sono trovato bene, nonostante le condizioni meteo proibitive, anche perché venendo da San Pietroburgo ho forse sopportato meglio di altri la pioggia battente e il freddo. Speriamo nelle migliori condizioni meteo per la prossima edizione, nella quale cercherò sicuramente di difendere il titolo conquistato quest’anno».
Grande soddisfazione anche per la vincitrice Corinne Favre: «sapevo di stare bene, soprattutto in salita. In discesa ho patito la maggiore dimestichezza di Raffaella Miravalle, che proprio quando mi ha raggiunta, però, è incappata in una distorsione alla caviglia che mi ha di fatto spianato la strada verso il secondo successo alla Becca. Mi spiace per lei, anche perché, senza quell'incidente, avremmo sicuramente rivaleggiato fin sul traguardo».
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