Stefano Mottini lascia l'organizzazione della "Becca di Nona skyrace": gli succede Stefano Mosca
Scritto da redazione sportvda.it Mercoledì 24 Agosto 2011 11:01
La "Aosta - Becca di Nona", gara di skyrunning, è arrivata alla sua decima edizione: l'edizione 2011 si tiene domenica 4 settembre e può contare su un buon numero di iscritti, di ottimo livello degli atleti. L’aspetto agonistico, per una volta, passa in secondo piano perché il patron Stefano Mottini ha ufficializzato le sue dimissioni dall'incarico: Mottini lascerà la presidenza della "Asd Becca di Nona Skyrace" raggiunto il traguardo della decima edizione.
I primi anni sono stati gestiti da Marino Giacometti, padre dello skyrunning, adesso il lavoro organizzativo della Becca passerà a Stefano Mosca, appassionato di gare e soprattutto amante della Becca di Nona.
La "Becca" era infatti nata da un’idea di Giacometti: «Marino ha delle idee molto importanti - commenta Mottini - futuristiche, interessanti ma molte volte incomprese. Tanto per fare un esempio, i "Mondiali" a Cervinia nel 2000, l'attraversata delle Alpi, inoltre è stato lui a coniare lo skyrunning. Insieme a un avvocato di Aosta e all'assessore allo sport del Comune di Aosta di allora, sono stati gli ideatori della "Becca". Io nei primi anni mi occupavo del percorso, in seguito ho preso in mano il comitato. La "Becca" è storia, partire dal centro di Aosta e arrivare in vetta, avere ai piedi la città è spettacolare, la montagna che domina la città. Una volta ai piedi della Madonna posta in vetta c'era un bivacco, Rifugio, dove si radunava parecchia gente, proprio perché era molto vicino alla città di Aosta. Si narra che ci sia sempre stata una rivalità tra valligiani e cittadini nel salire la becca, ma non ci sono documenti scritti».
«L'impegno per organizzare una competizione come la Becca è tanto - aggiunge - ci sono 2.580 metri di dislivello in salita e discesa, organizzare la partenza, con tutti i problemi che può dare, l’arrivo, gli alberghi da gestire, la ristorazione, le navette, le televisioni, gli elicotteri, e molte altre cose. Il percorso è quello che mi preoccupa meno, ma se si vuole curare bene tutti gli aspetti, l’impegno è molto e le giornate lavoro non si contano. Per non parlare della burocrazia per accedere ai contributi: è pazzesca. I risultati però si vedono ogni anno e sono gli stessi atleti a raccontarcelo, ancora oggi ho avuto una mail di complimenti per l'organizzazione e il percorso così duro. Si, la "Becca" salita e discesa è estremamente dura, veramente dura e vincono i più forti. Il momento più impegnativo è rappresentato dall'ultima settimana, ma il giorno della gara far quadrare il tutto non è facile, ho dei bravi referenti, Alex, Carrara, Albensi, Augusto, Domenico e il mitico "Baffo", ci sono i miei colleghi del "Soccorso Alpino" della Guardia di Finanza di Cervinia che quando non ce la faccio più sono più lucidi e mi consigliano bene. Sono tanti i momenti belli, penso che sia la natura incontaminata che lega tutti i miei ricordi più intensi».
«La "Becca" dovrebbe essere per noi abitanti di Aosta, il simbolo, l'orgoglio di questa montagna che domina i tetti delle case - conclude Stefano Mottini - ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino in questi anni, mi hanno dato l'opportunità di realizzare molti progetti, andando sempre avanti».
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